Gli Uliveti Secolari

Gli uliveti abbandonati sono stati il motivo per cui ho immaginato Alba. Ho voluto recuperare queste piante secolari a tutti i costi, anche se con grande impegno e sacrificio. Potarle, riformarle, concimarle. Sono gesti importanti che non si esprimono solo nell’olio ma anche e, soprattutto, nel paesaggio. Mi sono sentito in dovere di prendermene cura e di restituire al Molise interno un pezzetto della sua incredibile bellezza.

Nicola del Vecchio, Alba Società Agricola

Nonostante il Molise sia una regione con un’estensione limitata, il suo patrimonio olivicolo è incredibile. Dei 13.000 ettari di oliveti molisani, 5 ettari fanno parte del patrimonio aziendale di cui l’80% è stato recuperato negli ultimi anni dopo un lungo periodo di abbandono.

La maggior parte delle 1500 piante ha secoli di storia alle spalle. Sono olivi maestosi e, a volte, fragili, scavati dal tempo e dagli uomini che li hanno abbandonati. Per queste ragioni, la raccolta viene eseguita a mano, con un pettine che facilita la caduta delle olive senza rovinare la chioma della pianta e senza danneggiarne il fusto come, invece, accadrebbe con sistemi di raccolta meccanici più veloci ed economici ma anche più aggressivi.

Sette è il nome del nostro olio perché sette sono le cultivar che lo compongono. Sette varietà autoctone di olive sane, raccolte al momento giusto e molite in giornata con un sistema di molitura continuo che riduce al minimo la presenza dell’ossigeno e impedisce il surriscaldamento della pasta per un’estrazione a freddo che preserva ed esalta i polifenoli naturalmente presenti nell’olio.

Sette è un olio equilibrato nel quale tutte le componenti, olfattive e gustative, trovano il loro posto al momento dell’assaggio. Fruttato medio intenso, amaro e piccante pronunciati ma armonici, si contraddistingue per lo spiccato sentore di pomodoro rosso, maturo, tipico della cultivar autoctona Sperone di Gallo, predominante in questo olivaggio.

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